Elena Strada
fondo mostre
CLAUDIO RIZZI

(…) Una struttura sempre più florida innervata di gesto e vigore , intessuta di sensibilità accorta . Evocazioni spontanee, come se il tratto seguisse la natura del proprio sentire .
Suggestioni improvvise imminenti e solide come realtà, quasi affioramento dell’anima nella razionalità del dipingere .
Suggerimenti emotivi, brani di immagine palesata, traccia di memoria decifrabile, riconoscibile eppure codice privato di intimo linguaggio .
Si palesano paesaggi, ma sono forse diario di stato d’animo, prospettive di territorio o perimetro intimo . Campiture di colore a inseminare vastità di spazio e intricati segni come traccia di antico percorso.
La luminosità del colore vibra anche la dove l’accordo tonale è monologo ardito .
…Pulsano piani e profondità, varchi di fuga prospettica e piani di risonanza .
Groviglio urbanistico e radiografia esistenziale, il lavoro di Elena Strada comunque evoca traccia di umanità, presenza assenza di figura inesistente  che tuttavia ha scritto lo spartito di quel territorio, geografico o interiore che sia .
Un’assenza che proprio mediante il forte richiamo evocativo, diviene presenza e protagonista, tanto da coniugarsi con la personalità dell’autore quasi in intima annotazione autobiografica .

 (Tratto da “Milano Arte”.  Milano 2002 )